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Nel silenzio ovattato della neve, Carlo Coppo cattura l’anima più intima della pianura padana. Paesaggi invernali che sembrano respirare insieme: filari di alberi spogli che si dissolvono nella nebbia perlacea, un piccolo casale che emerge come un ricordo lontano, un canale scuro che taglia la candida distesa come una vena di vita. Con pennellate delicate e una sensibilità luministica raffinata, il maestro novarese trasforma il freddo inverno in poesia visiva: non c’è dramma, solo quiete profonda, quella sospensione del tempo che solo la neve sa regalare. Questo olio su tela, firmato “Coppo”, non è semplice veduta: è emozioni della terra, frammento di memoria piemontese dove la natura si fa malinconica e sublime al tempo stesso. Un omaggio raffinato all’inverno padano, destinato a chi ama l’arte che parla di atmosfere, di stagioni e di quel silenzio che solo la pittura sa rendere eterno
Dimensioni : formato orizzontale piccolo/intimo, ideale per una parete o da esporre:
- Tela interna: 25 × 35 cm; formato classico per studi di paesaggio o opere da collezione privata.
- Cornice completa: con passe-partout beige e cornice in legno scuro: 40 × 50 cm .
Sono pezzi maneggevoli, perfetti per un corridoio, uno studio.
Autore : Carlo Coppo. (Novara 1911-1998) è un pittore piemontese noto soprattutto per i paesaggi della sua terra: pianure, fiumi, nebbie, stagioni e scorci rurali. Attivo nel secondo Novecento, ha partecipato a numerose mostre regionali e ha costruito una solida fama locale come interprete sensibile della natura padana. Il suo stile è naturalistico, con attenzione particolare agli effetti atmosferici (neve, nebbia, luce invernale), e si colloca nella tradizione del paesaggio italiano del Novecento senza cadere nell’astrattismo.
Tecnica di realizzazione:
- Supporto; olio su tela.
- Materiali e stile; pennellata morbida e pastosa, con velature leggere per rendere la nebbia e la luminosità perlacea della neve. I contrasti tra il bianco freddo della neve e i toni bruni/verdastri del fosso e degli alberi sono ottenuti con tocchi rapidi e sovrapposti. Tecnica solida, da en plein air o da memoria, tipica dei paesaggisti piemontesi del Novecento: sintesi tra realismo e atmosfera, senza dettagli minuti ma con grande sensibilità luministica.